Pane - Germe della storia
- Claudio Orlandi
- 23 apr
- Tempo di lettura: 3 min
Germe della storia
Il germe della storia ti sta accanto ti offre il caffè ti prepara da mangiare
Il germe della storia ti offre le rose respira tra le foglie
Il germe della storia vive già negli occhi delle persone
Il germe della storia ti riempie di attenzioni
Il germe della storia arriva in barca respira sotto i remi
Il germe della storia sa già quello che vuoi
Benedetti gli occhi del viso tuo
Benedetto il frutto del braccio tuo
Benedetta la spina del fiore tuo
Il germe della storia ti ha baciato sul costato
Il germe della storia ha i tuoi stessi pensieri
Il germe della storia corpi attraversati dai confini
Il germe della storia occhi bianchi come lamiere
Il germe della storia vola alto sui campi di grano
Il germe della storia ti sorride mano a mano
Ma siamo l’animale che non sa, bagliori della notte respiri tra le onde
Ma siamo l’animale che non sa, esseri di luce sorpresi nella notte
Ma siamo l’animale che non sa
Ascolta “Germe della storia”
Bio Pane
All’uscita del loro terzo disco “Orsa Maggiore”, sul Venerdì di Repubblica compariva una breve nota:
“Il prog folk italiano nel 2011? Suonerebbe come i Pane, gruppo con una formazione classica. La voce di Claudio Orlandi dà la giusta importanza alla poetica mistica dei testi”.
Quel disco, sebbene autoprodotto, ricevette molta attenzione dalla stampa specialistica, chiudeva una trilogia che si era aperta nel 2003 con l’omonimo “Pane” e proseguita nel 2008 con “Tutta la dolcezza ai vermi”, album uscito per l’etichetta Lilium Produzioni.
Il quintetto romano si era mosso in lungo e largo per la penisola, tra concerti, festival e riconoscimenti che facevano scomodare nome altisonanti della tradizione musicale italiana. La cifra stilistica era chiara: canzone d’autore con occhiate al teatro canzone, testi di natura poetica e socio-esistenziale, una ricerca costante di equilibrio tra parola e suono
Accanto ai testi originali di Orlandi, nella trilogia trovavano spazio poesie di Sylvia Plath, Nazim Hikmet, Osip Mandelstam, ma anche gli italiani come Antonio Porta, Victor Cavallo o Gesualdo Bufalino. Un dialogo serrato e virtuoso tra musica, voce e letteratura.
Ma il tempo cambia forme e stratagemmi. Nel 2014, con l’uscita di “Dismissione” (Luca Sossella edizioni), progetto verbosonoro che metteva in voce il libro di Fabio Orecchini, dedicato alla dismissione industriale italiana - con particolare attenzione al dramma dell’amianto -, si sanciva anche l’uscita dal gruppo del batterista Ivan Macera e del pianista Maurizio Polsinelli, che fino ad allora avevano condiviso le sorti del gruppo.
Il trio chitarra acustica (Vito Andrea Arcomano), flauto traverso (Claudio Madaudo) e voce (Claudio Orlandi) avrebbe così continuato a mantenere vivo il Pane, nonostante i miasmi e le fratture.
Nel 2018, vedeva la luce un disco insolito ma necessario: dieci brani dei “The Doors” riletti in chiave acustica. I Pane sceglievano di ripartire dagli amori giovanili, da quelle influenze profonde che avevano plasmato il loro modo di suonare e di concepire la musica. Il disco è stato accolto con sorpresa, soprattutto da chi credeva impossibile elaborare in trio acustico, pezzi della celebre band americana. Provare per credere. L’album è disponibile online (come il resto della discografia), sul canale YouTube del gruppo e sui portali consueti di ascolto in digitale.
A quel punto il gruppo era pronto ad affrontare un lavoro nuovo, apertamente Pane: con brani inediti in italiano, una nuova stagione creativa.
Poi arrivò il 2020, e con esso una frattura radicale. Nulla è rimasto uguale: esiste un prima e un dopo la pandemia. I Pane hanno attraversato la bufera, cercando in primo luogo di conservare sé stessi, di traghettare anima e corpo oltre la barricata, continuando a suonare nella propria sala prove e cercando – quando possibile – di darsi dal vivo ai pochi intimi raccolti in luoghi indipendenti e amici, capaci di sottrarsi a certe imposizioni dominanti.
Ma ogni sforzo è riconoscibile e riconosciuto se giunge a compimento, quando diventa passo tra i passi, forma concreta del cammino.
Così, nel dicembre 2025 è stato pubblicato online “La Fortezza”, singolo di apertura del nuovo album in programmazione. Ad aprile 2026 vede la luce “Germe della storia”, secondo singolo del disco che porterà proprio il titolo “La Fortezza”.
L’immagine di copertina: Zoomorfemi – foto di una sezione di tronco di albicocco, tracciati cartografici scritti dagli scolitidi, in sinergia con i funghi. Di Fabio Orecchini.




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